L’aglio è un ingrediente importante negli amuleti; quanto segue, tratto da “Il simbolismo della Natura” (“Die Symbolik und Mythologie der Natur”), di J.B.Friedrich, è interessante:
“Troviamo sparsa dappertutto in molte forme la credenza che l’aglio possieda il potere magico di proteggere contro il veleno e la stregoneria. Questo viene, secondo Plinio, dal fatto che, quando viene appeso all’aria aperta per qualche tempo, diventa nero e per questo si credeva che attirasse dentro di sé il male – e, conseguentemente, proteggesse da esso chi lo indossava. Gli antichi credevano che l’erba che Mercurio diede ad Ulisse per proteggerlo dall’incantesimo di Circe, e che Omero chiama moli, fosse l’ alium nigrum, o aglio, e che il veleno della strega fosse un narcotico. I Greci ed i Turchi odierni considerano l’aglio come l’amuleto più potente contro gli spiriti maligni, la magia e la sfortuna. Per questa ragione lo portano con sé e lo appendono nelle case come protezione contro le tempeste ed il maltempo. Così i loro marinai se ne portano dietro un sacchetto per scongiurare i naufragi. Se qualcuno pronuncia una parola o una lode con l’intenzione di affascinarlo o fare loro del male, essi gridano forte ‘aglio!’ o lo mormorano rapidamente per tre volte. In Aulus Persius Flaccus (Satyr.V), mordere dell’aglio preserva dalla magia e dal male che gli Dei inviano a coloro che non li venerano. Secondo una credenza popolare, il semplice pronunciare ‘aglio!’ protegge dal veleno.”
Appare credenza generale tra di loro e tra i Polacchi che questa parola impedisce che i bambini “beschreien werden”, cioè vengano banditi o ammaliati, venga fatto loro il malocchio. E tra i Polacchi l’aglio viene messo sotto i cuscini dei bambini per proteggerli dai diavoli e dalle streghe (Bratraneck, “Beiträge zur Æsthetik der Pflanzenweit”, pag. 56). La credenza nell’aglio come qualcosa di sacro pare sia stata molto diffusa, perché anche i Druidi vi attribuivano virtù magiche; da qui il rispetto per il quasi affine porro, che è collegato a Re Davide e molto onorato dai Gallesi.
“Ditegli che batterò il suo porro sulla sua zucca il giorno di San Davide” Shakespeare
Le virtù magiche dell’aglio venivano naturalmente attribuita anche a cipolle e porri e, in una curiosa opera italiana intitolata “Il Libro del Comando”, attribuita (falsamente) a Cornelius Agrippa, troviamo quanto segue:
Segreto magico d’indovinare, colle cipolle, la salute d’una persona lontana.
Raccogliete delle cipolle la vigilia di Natale e mettetele su un altare; sotto ogni cipolla scrivete il nome delle persone di cui desiderate essere informati, ancorchè non scrivano, anche se non scrivono. La cipolla (piantata) che germoglia per prima annuncerà chiaramente che la persona il cui nome essa porta sta bene. Ed allo stesso modo possiamo conoscere il nome del marito o della moglie che dovremmo scegliere e questa divinazione è in uso in molti cantoni della Germania.
Molto affine a questo è il seguente incantesimo d’amore, proveniente dall’Inghilterra:
prendete una cipolla, un tulipano o una qualunque radice dello stesso genere (una bulbosa?) e piantatela in un vaso pulito mai usato prima; mentre la piantate ripetete il nome di colui che amate ed ogni giorno, mattina e sera, dite su di essa:
“come cresce questa radice e come questi fiori sbocciano, possa il suo cuore volgersi verso di me!”
Ed accadrà che ogni giorno colei o colui che amate sarà sempre maggiormente ben disposta/o nei vostri confronti, fin quando avrete l’oggetto del vostro desiderio.
tratto da “Antichi Incantesimi” di C.G.Leland, Elfi Edizioni

